Gli atei sono più intelligenti

Gli atei? Sono più intelligenti dei credenti

L’indagine del professore di psicologia Richard Lynn giunge a conclusioni controverse e destinate a provocare aspre discussioni

 

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''O si pensa o si crede'' diceva Arthur Schopenhauer. Deve essersi ispirato a questa massima Richard Lynn, il settantottenne professore emerito britannico che ha recentemente lanciato una delle sue provocazioni: non credere in Dio e nei dogmi religiosi rende più intelligenti.
Lynn, professore di psicologia dell'Università di Ulster sta mettendo in subbuglio il mondo accademico e non solo, per via di una tesi, a dir poco eretica, blasfema.

Che il sonno della ragione, l'oscurantismo generasse mostri era cosa risaputa. Ma che le persone intelligenti, con un alto quoziente intellettivo, tendano ad essere atee è un'assoluta primizia scientifica. Fondamenti tutti da dimostrare, ovviamente, ma indubitabilmente molto suggestivi. Quozienti più bassi portano ad avere un'adesione alla fede maggiore.

L'articolo, destinato a fare rumore, apparirà nel prossimo numero della rivista 'Intelligence'. 'Times Higher Education' pubblica in anticipo alcuni stralci della ricerca.

Nel suo studio il professor Lynn è stato affiancato da John Harvey ed Helmut Nyborg, i quali hanno rispolverato alcune analisi risalenti al 1990, secondo le quali solo il 7 per cento dei membri della American National Academy of Sciences  risultava aderente a una confessione religiosa. 

Lynn non è nuovo a exploit di questo genere. Il docente riprende anche la considerazione che solo il 3,3 per cento della popolazione britannica dichiara di credere in Dio, a dispetto dell'alto numero di credenti sulla carta, vale a dire, il 68,5  per cento dei sudditi della Regina d'Inghilterra. L'ateismo per certi versi è stato un prodotto dell'evoluzione, e se un indubbio declino dell'osservanza dei precetti religiosi nell'ultimo secolo ha coinciso innegabilmente con un aumento dell'intelligenza media, sono le conclusioni di Lynn ad alimentare il dibattito. 

La comunità scientifica non ha accolto molto favorevolmente la portata degli argomenti di Lynn e sostiene a riguardo, come nel tempo ci sia stata una compresenza di uomini di fede, contestualmente a grandi scienziati agnostici e miscredenti. In tal senso costruire strette correlazioni si potrebbe rivelare quantomeno azzardato. Questo il parere di Andy Wells, della London School of Economics, e di Gordon Lynch, direttore del Centre for Religion and Contemporary Society di Birkbeck. Mosche bianche, tutto sommato i credenti  tra i cattedratici, notoriamente legati ad approcci più laici e teistici.

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