Lucifero

Lucifero

Ho una fame che vedo Gesù

16:56, Jul. 8, 2009 .. Posted in Cervelli fuori servizio .. 2 commenti .. Link

Volto di Gesù appare in Kit-Kat… e non solo!

Un fan del cioccolato ha conservato il biscotto avendo intravisto l’immagine del Cristo dopo il primo morso sul suo Kit-Kat.
La stupefacente visione è stata resa nota il Venerdì Santo, attraverso un sito web conosciuto per le bizzarre scoperte religiose.

Kit-Kat Miracoloso

Kit-Kat "Miracoloso"

“Ero sbalordito. Ho solo dato un morso e poi vi ho visto la faccia del Cristo,” racconta il ragazzo al sito web NU.nl.

Altri testimoni sono meno impressionati: “sembra più Darth Vader,” sostiene uno di loro.

I commenti all’immagine, invece, non lasciano dubbi: si tratterebbe, infatti, di un fotoritocco dell’immagine dello snack a cui sarebbe stata sovraimposta quella della sindone di Torino.

Le bizzarre apparizioni di Gesù, però, non si limitano al cioccolato: Marilyn Smith, di Port St Lucie (Florida), è convinta di aver scoperto l’immagine di Gesù in un pancake che stava preparando per colazione una domenica mattina.
In accordo con la tradizione, ha deciso di mettere all’asta il “miracoloso” pancake su eBay.

L’immagine sul pancake, per nulla chiara, ricorda più il cattivo de “L’armata delle Tenebre” che Gesù. (Cliccare sulle immagini per ingrandire)

Pancake Miracoloso

Pancake Miracoloso

il cattivo de Larmata delle Tenebre

 

il cattivo de "L'armata delle Tenebre"

 

Google Maps è il teatro in cui si svolge la terza apparizione: un utente del servizio, con la vista evidentemente molto aguzza, ha trovato ciò che secondo lui è “un’inconfondibile” immagine di Gesù che svolazza tra le nubi di quello che l’utente credeva fosse il monte Sinai.

Purtroppo per lui, però, il monte Sinai è molto distante dal luogo in cui è stata presa l’immagine. (Cliccare sull’immagine per vedere ciò che secondo l’utente di Google Maps è l’apparizione del Cristo)

Gesù appare nelle nuvole?

Gesù appare nelle nuvole?

A Willenhall, Wolverhampton, l’immagine di Gesù è apparsa nella reception dell’EMS Maintenance dopo ore di pioggia nel Novembre del 2006.

Gesù nel pavimento della reception

Gesù nel pavimento della reception

La più bizzarra apparizione, invece, è indubbiamente quella occorsa su un cane di nome Angus MacDougall, un terrier di 3 anni, che ha avuto addirittura un intero sito web dedicato a lui dopo la “miracolosa apparizione”: l’immagine di Gesù sarebbe infatti apparsa sul pelo che circonda la zona anale dell’animale.

Gesù... sul posteriore del cane!

Gesù... sul posteriore del cane!

Fonte: Metro



Oh Happy Sol Invictus Day

11:15, Dec. 21, 2008 .. 0 commenti .. Link
Fra poco è festa. Lo sanno tutti. Infatti, il 25 dicembre, terzo giorno dopo il solstizio d’inverno, data nella quale il sole ricomincia ad allungare il suo periodo rispetto alla notte (vittoria della luce sulle tenebre), una divinità nacque da una vergine in una grotta.
Lo sanno tutti. Egli era considerato “la Via, la Verità e la Luce”, ed il “Logos”, “Redentore”, “Salvatore”, e “Messia”. Ai suoi seguaci veniva promessa immortalità. Come il “grande toro del Sole”, Egli si sacrificò per la pace del mondo. Egli fu sepolto in una tomba e risorse dopo tre giorni. Il suo giorno sacro era la Domenica, il “Giorno del Signore”.
Egli aveva "12 discepoli 12".
La sua religione aveva una eucaristia o “Cena del Signore”, alla quale disse, “Colui che non mangerà il mio corpo né berrà del mio sangue in modo che egli possa diventare una sola cosa con me ed Io con lui, non sarà salvato”. Avete indovinato? Bravi, è proprio Mitra!

Volete altri culti precristiani che contano le stesse avventure? Eccoli: Horus, Ercole, Mithra, Bacco, Cibele, Shamash, Baal Marduk, Zoroastro, Krishna.
Krisna
e Zoroastro erano stati partoriti da una vergine, come anche Budda (da un taglio in una gamba, secondo certe tradizioni, Bochia, Osiride, Serrapis, Mardouk e molti altri personaggi dei culti religiosi di ogni tempo e latitudine. Attis di Frigia (venerato in Grecia intorno al 1200 a.C.), oltre a essere nato da una vergine il 25 dicembre, fu crocifisso e resuscitò dopo i tre giorni canonici. La nascita di Krishna (India, circa 900 a.C.) fu annunciata da una stella comparsa a oriente; anch’egli fece diversi miracoli, fu crocifisso e resuscitò, come da copione.

Dioniso (Grecia, 200 a.C.), nato come sempre da una pia donna il giorno di Natale, compì diversi miracoli tra i quali la trasformazione dell’acqua in vino, fu chiamato “Re dei Re” e “L’Alfa e l’Omega”, fu anche lui crocifisso e anche a lui la crocifissione fece un baffo.
Mitra, insomma, il cui culto era nato in Persia intorno al 1200 a.C., e che nacque il solito giorno dalla solita zitella, ed ebbe 12 discepoli, fece miracoli, rimase morto per i tre canonici giorni trascorsi i quali pensò che fosse abbastanza, è solo uno, il più impressionanti dei predecessori di Cristo. Tra le altre cose interessanti, il giorno sacro a Mitra era, lo abbiamo detto, la domenica, giorno dedicato all’adorazione del sole. Tant’è vero che in molte culture, il nome di questo giorno reca ancora traccia della divinità solare a cui era consacrato.
In inglese la domenica è “Sunday” (giorno del sole), in tedesco è “Sonntag” (idem), perfino in lingua giapponese domenica si dice “Nichiyoubi”, dove “nichi” è appunto il sole, rappresentato con il caratteristico ideogramma kanji (un quadrato diviso a metà da una lineetta).

curiosità:

1. Tra i vari miracoli del figlio di una vergine Horus, c'è quello dell'aver resuscitato un morto di nome El Azar us (Lazzaro). Veniva chiamato anche Iusa (“figlio prediletto”). Combattè per 40 giorni nel deserto contro il malvagio fratello Seth, signore della tenebra. La lotta tra Horus e Seth era eterna.

2. I parallelismi si fanno ancora più evidenti se si prende in esame il culto di Osiride, il padre di Horus, risalente ad epoca egizia anteriore. Il rituale dell’adorazione di Atum-Amòn-Osiride, prevedeva che i fedeli mangiassero alcune focacce di frumento che rappresentavano il “corpo” della divinità (le piantagioni di frumento potevano crescere grazie al sole, rappresentando così la manifestazione fisica di Dio). Nel corso del rituale veniva esibito un ostensorio rappresentante il disco solare, che veniva sollevato in alto dinanzi ai fedeli riuniti in preghiera.
Il termine “ostensorio”, contrariamente a ciò che si crede, non è cristiano e non deriva da “ostia”, ma da un etimo egizio, poi adottato anche dal latino, che significa “mostrare, esibire”. Fino al XV sec. d.C., gli ostensori cristiani avevano la forma di un disco d’oro luccicante (il sole). Fu San Bernardino da Siena a sostituire per primo, intorno al 1400, tale disco con la teca contenente l’ostia consacrata.

3. Le preghiere a Osiride erano intercalate e concluse dall’invocazione del suo nome (Amòn), che ricorda in modo inequivocabile l'“Amen” che conclude le preghiere cristiane.

Perizia psichiatrica su Padre Pio (aka San Pio)

10:19, Aug. 31, 2008 .. 0 commenti .. Link

dal blog di Lanfranco Palazzolo

Padre Pio e i disturbi mentali
Intervista a Luigi Cancrini

Nel 1999 la rivista MICROMEGA (numero 3) pubblicò una perizia psichiatrica sul Santo di Pietrelcina. In occasione della pubblicazione del volume dello storico Sergio Luzzatto, dal titolo "Padre Pio. Miracoli e politica nell'Italia del '900", lo abbiamo ascoltato per spiegare a Radio Radicale la personalità istrionica e la trance dissociativa sulla personalità di questo discusso personaggio. Ecco cosa mi ha detto a Radio Radicale in questa intervista realizzata dell'8 novembre del 2007. Qui sotto ho pubblicato l'articolo di "Micromega" e il link a all'intervista.

PERIZIA PSICHIATRICA SU PADRE PIO
'Istrionismo e trance dissociativa':
una diagnosi scientifica sulle turbe di personalità del frate di Pietrelcina,
'santificate' da Karol Wojtyla e acclamate da folle crescenti.
Articolo di Luigi Cancrini tratto da "Micromega", marzo 1999, pp. 194-200


La diagnosi
Una diagnosi psichiatrica relativa al caso di padre Pio non è diffici­le da proporre. Osservato longitudinalmente, il disturbo di cui ha sofferto padre Pio è, secondo il Dsm IV (il manuale diagnostico pre­parato dall'Associazione degli psichiatri americani e oggi largamente utilizzato anche in Italia e in Europa), un disturbo istrionico di personalità. Osservato trasversalmente, nelle sue manifestazioni sintomatiche più evidenti, il suo è un disturbo di trance dissociativa.
Il disturbo di trance dissociativa
I criteri di ricerca per il disturbo di trance dissociativa sono di ordine sintomatico e culturale. Il primo prevede due diverse condizioni morbose che possono presentarsi, in periodi diversi, nella stessa persona. Dal Dsm IV:
a) Trance, cioè alterazione temporanea marcata dello stato di coscienza, oppure perdita del senso abituale dell'identità personale, senza che vi sia il rimpiazzamento da parte di una identità alternativa, e associata con almeno uno dei seguenti elementi:
- restrizione della consapevolezza riguardo all'ambiente circostante, oppure focalizzazione ristretta e selettiva sugli stimoli provenienti dall'ambiente;
- comportamenti o movimenti stereotipati, che vengono percepiti come sfuggenti al proprio controllo.
b) Trance di possessione, una alterazione singola o episodica dello stato di coscienza, caratterizzata dal rimpiazzamento del senso abituale dell'identità personale da parte di una nuova identità.
Ciò viene attribuito alla influenza di uno spirito, di una potenza, di una divinità o di una altra persona, e viene evidenziato dalla presenza di uno (o più) dei seguenti elementi:
- comportamenti o movimenti stereotipati e culturalmente determinati che vengono vissuti come controllati dall'agente della possessione;
- amnesia completa o parziale per l'evento.
Gli agenti presumibili della possessione sono di solito di natura spiritica (per esempio spiriti dei morti, entità soprannaturali, divinità, demoni), e vengono spesso percepiti come impositivi e minacciosi.
Il secondo criterio, di ordine culturale, pone un problema più generale di rapporto fra questo tipo di esperienza e i luoghi sociali in cui esso si manifesta. Per parlare di disturbo di trance dissociativa, scrive il Dsm IV, è necessario che tali episodi «non siano previsti come parte normale di una qualche pratica culturale o religiosa collettiva». Il che è sicuramente avvenuto nel caso di padre Pio, che fu sottoposto in vita, secondo l'opinione di chi in lui credeva, «ad una vera e propria persecuzione» da parte di chi, anche dall'interno della Chiesa, non riconosceva la natura soprannaturale dei suoi disturbi dando luogo, nel tempo, ad una serie di controversie, spesso assai drammatiche e causa di gravi sofferenze per lo stesso padre Pio. Come accade assai spesso peraltro a chi soffre di una condizione morbosa la cui prevalenza è particolarmente elevata «tra le minoranze etniche tradizionaliste all'interno delle società industrializzate»: in situazioni, cioè, di cui la terra di padre Pio era ed è esempio fra i più evidenti nella storia recente del nostro paese. Le manifestazioni dello star male di padre Pio che con più chiarezza propongono la validità di questa impostazione diagnostica sono frequenti e vengono descritte con cura particolare da coloro che hanno studiato la sua vita. Due ne ho scelte, fra tutte, nel racconto del suo biografo «ufficiale»; fra' Alfonso Maria Parente.
Padre Pio fu mortificato, quasi calpestato, dalle forze del male, perché esse sapevano il bene che avrebbe compiuto durante la sua vita. Già alla tenera età di cinque anni il piccolo Francesco fu visitato e percosso dal demonio.
In modo particolare nella torretta di Pietrelcina, dove Padre Pio visse per un certo periodo, lottava nottate intere contro il diavolo che si presentava sotto le più diverse sembianze. In una lettera del 1910 egli scrisse che «quei brutti ceffi sono venuti alle dieci di sera e se ne sono andati soltanto questa mattina; mi hanno trascinato per la stanza, mi hanno spogliato e mi hanno caricato di botte, però è venuto Gesù bambino a consolarmi»; in un'altra, facendo sempre riferimento alle lotte contro il maligno, affermò che «è venuto Gesù, mi ha raccolto dal nudo pavimento e mi ha rimesso a letto» ed in altri scritti raccontò delle visite consolataci di S. Giuseppe e di S. Francesco dopo le notti passate a lottare con le forze del male. Le tentazioni erano così numerose da prostrarlo profondamente. Desiderava che gli fossero, piuttosto, cambiate dal Signore in dolori fisici, per timore di commettere anche un solo peccato. Una santità, dunque, straordinaria. [sic!]
Padre Pio stava confessando alcuni giovani seminaristi, poiché a quel tempo il convento fungeva anche da seminario; nell'atto di confessare uno di questi ragazzi, fu sopraffatto da una visione che lo stesso Padre descriverà, qualche tempo dopo, al suo direttore spirituale: gli apparve dinanzi «all'occhio dello spirito» (la definizione è di Padre Pio) un personaggio misterioso che reggeva una lancia con una punta ben acuminata. Il vedere tale personaggio e l'atto stesso dello scagliare la lancia nel cuore di Padre Pio fu un tutt'uno, come egli racconta; da quel momento si sentì ferito a morte (gli fu impressa la piaga nel costato) ed il suo dolore fu così intenso da costringerlo a dire al seminarista di ritirarsi, perché non poteva continuare ad ascoltarne la confessione. I due giorni che seguirono furono, secondo le sue parole, i più dolorosi della sua esistenza e contemperati, nello stesso tempo, da una beatitudine di sapore celestiale.
Secondo gli esperti, quel fenomeno, che tecnicamente è chiamato «trasverberazione del cuore», appartiene ad un grado di elevazione spirituale altissimo, ed è possibile riscontrarlo soltanto nell'esperienza spirituale di pochissimi altri grandi santi, tra cui S. Giovanni della Croce, S. Teresa d'Avila, S. Carlo da Sezze, quest'ultimo poco conosciuto ma anch'egli grande personaggio del mondo e della mistica francescana.
Nel caso di Padre Pio questa esperienza è ritenuta un preludio alla realizzazione meravigliosa che si sarebbe compiuta nel suo corpo e che ebbe luogo proprio nel «coro», la mattina del 20 settembre.
Padre Pio quel giorno aveva celebrato Messa all'altare di sotto; subito dopo la celebrazione, così come era solito fare, era salito nel coro, inginocchiandosi per il ringraziamento al Signore. Durante tale preghiera, fu sopraffatto da una specie di sonnolenza e tutti i suoi sensi si trovarono immersi in una condizione di grande pace e di inesprimibile serenità e tranquillità. Alzando gli occhi, vide dinanzi a sé quello stesso personaggio che un mese prima aveva inferto la ferita mortale; la sola differenza era il fatto che questa volta, dalle mani, dal costato e dai piedi di tale personaggio, grondava sangue abbondantemente. Quando la visione disparve, Padre Pio si avvide che le sue mani ed i suoi piedi erano stati trafitti e grondavano sangue copiosamente.
Si sentì confuso, umiliato e indegno di portare le medesime ferite che avevano segnato il corpo di Nostro Signore. Pregò Dio ardentemente di liberarlo dalla mortificazione ma non dal dolore: questa volta la sua richiesta non fu accolta e le stimmate rimasero impresse e ben visibili fino al momento della morte quando, miracolosamente, sparirono senza lasciare alcuna cicatrice. Nonostante il tentativo di tenere nascosto l'evento, ogni sforzo si rivelò inutile, soprattutto quando la notizia raggiunse i giornali che ne divulgarono l'accaduto.
Il disturbo istrionico di personalità
Ancora dal Dsm IV:
Le caratteristiche essenziali del disturbo istrionico di personalità sono un'emotività pervasiva ed eccessiva e un comportamento di ricerca di attenzione. Gli individui con disturbo istrionico di personalità si sentono a disagio o non apprezzati quando non sono al centro dell'attenzione. Spesso brillanti e drammatici, tendono ad attirare l'attenzione, e possono inizialmente affascinare le nuove conoscenze per il loro entusiasmo, apparente apertura e seduttività.
L'espressione emotiva può essere superficiale e rapidamente mutevole. Gli individui con questo disturbo costantemente utilizzano l'aspetto fisico per attrarre l'attenzione.
Questi individui hanno un eloquio eccessivamente impressionistico e privo di dettagli. Convincenti opinioni vengono espresse con acume, ma le ragioni sottostanti sono di solito vaghe e generiche, senza fatti e dettagli di supporto. Per esempio un individuo con disturbo istrionico di personalità può commentare che una certa persona sia un essere umano meraviglioso, ma è incapace di fornire esempi specifici di qualità positive che supportino questa opinione. Gli individui con questo disturbo sono caratterizzati da autodrammatizzazione, teatralità ed espressione esagerata delle emozioni.
Gli individui con disturbo istrionico di personalità hanno un elevato grado di suggestionabilità. Le loro opinioni e sentimenti vengono facilmente influenzati dagli altri e da momentanei entusiasmi. Possono essere eccessivamente fiduciosi, specialmente nei confronti di figure con forte autorità, a cui attribuiscono la risoluzione magica dei loro problemi.
L'insieme di queste caratteristiche è molto evidente in una storia come quella di padre Pio: un uomo capace di stare costantemente al centro dell'attenzione, per l'eccezionaiità delle sue esperienze. Il tono dimesso con cui ne parla, la naturalezza con cui le descrive sono sincere (l'istrionico non è un simulativo) ed hanno un impatto formidabile su chi le ascolta restando «a bocca aperta». Leggiamo ancora quanto scrive fra' Parente:
Era convinto che quei fenomeni da noi definiti soprannaturali o straordinari fossero invece assolutamente ordinari e comuni a tutte le anime. La cosa acquista per noi un sapore paradossale se consideriamo che Padre Pio nutrì quella convinzione fino all'ormai matura età di 28 anni, quando gli fu fatto notare che le esperienze di tipo mistico che egli viveva (accostarsi all'Eucarestia e vedere fisicamente Nostro Signore, o la Vergine Maria, o l'angelo custode, o spiriti beati...) erano fenomeni visibili solo a lui.
In altre situazioni, la seduttività della personalità di tipo istrionico si gioca carte diverse: dalla provocazione sensuale alla teatralità leaderistica dei gesti e degli atteggiamenti. Quelle che vengono cercate ed ottenute, qui, sono un'attenzione ed una leadership giustificate da credenza e illusioni di tipo religioso. Si rifletta, per rendersene conto, su un episodio marginale riferito con gran precisione di dettagli da fra' Alfonso Maria Parente.
La piaga del petto è quella più nascosta e difatti, solo pochissime persone hanno avuto la possibilità di vederla. Per averla vista devo «ringraziare» il diavolo; potrebbe sembrare un'affermazione provocatoria, ma è così: c'era una ragazza di 20 anni circa, impossessata, venuta da Padre Pio in pellegrinaggio per chiedere la grazia di essere liberata dal demonio, ma pochissimi sapevano. La sera dopo la benedizione Padre Pio passava davanti alla gente benedicendo sorretto da me. Giunto di fronte a questa ragazza, bellissima e giovanissima ma attorniata da quattro o cinque uomini robusti, Padre Pio diede la benedizione ed improvvisamente, prima che finisse le parole, la ragazza gli si scagliò addosso ingiuriandolo e offendendolo con una voce grave, da uomo.
Accompagnai Padre Pio lontano da lì, e venni a sapere che questa ragazza era una posseduta, non a livello psicologico, come capita il più delle volte, ma concretamente.
Ce ne andammo e verso le 10, 10 e 30, sentimmo un rumore all'interno del convento. Era un rumore spaventoso che fece tremare le pareti del convento come se fosse stato un terremoto, e poi una voce esile: «Confratelli, confratelli...» proveniente dalla cella di Padre Pio. Andammo di corsa e lo trovammo per terra, a testa in giù e grondante di sangue: era una posizione strana, non dovuta ad una caduta normale; sembrava che fosse stato sbattuto con violenza a terra da una forza soprannaturale. Sollevammo Padre Pio, incapace di muoversi, e lo adagiammo sul letto. Quasi subito giunse il suo medico personale che dovette suturare con due punti la ferita vicino l'occhio destro. Terminata questa operazione Padre Pio, che aveva la maglia interna impregnata di sangue, pregò i confratelli di uscire e mi chiese di aiutarlo a cambiare la biancheria interna. Benché la luce fosse bassa, a causa di un fazzoletto azzurro che Padre Pio era solito mettere sopra la lampada, riuscii a vedere la ferita del costato nonostante i suoi tentativi di nasconderla: aveva una forma particolare come una croce inclinata; essa non presentava croste, ma fuoriusciva del sangue sieroso in maniera evidente, non abbondante, ma continuo.
L'eloquio di padre Pio è «impressionistico e privo di dettagli». Le sue opinioni «vengono espresse con acume ma le ragioni sottostanti» sono «vaghe e generiche». È la convinzione relativa alla santità della persona da cui provengono che attribuisce loro un fascino tutto particolare. L'autodrammatizzazione e la teatralità sono efficaci proprio in quanto proposte da una persona schiva, «umile», capace di attrarre attenzione attraverso la sua spiccata tendenza ad appartarsi, a restare nascosto. La suggestionabilità è esistente fin dall'inizio ma si dirige rapidamente verso le sue stesse esperienze e le figure diverse che in esse si manifestano. Il disturbo istrionico di personalità si associa naturalmente al disturbo di trance dissociativo. La vecchia psichiatria faceva rientrare ambedue nel grande campo dell'isteria: un termine oggi in disuso ma di cui va riassunto qui il significato di disturbo funzionale (cioè non sostenuto da lesioni organiche), involontario e non consapevole (cioè non collegato alla simulazione) e che trae origine (da Freud in poi) in vissuti ed esperienze infantili non correttamente elaborati. Un disturbo che può esprimersi, e che non essenzialmente lo fa, anche a livello del corpo: in forma di stimmate o di piaghe al costato di cui sarebbe ingenuo e sbagliato dire che erano «simulate» ma di cui è sicuramente lecito pensare che fossero speciali e particolari «sintomi di conversione».
Liceità della diagnosi
Il dubbio cui non ci si può sottrarre nel momento di trarre una conclusione è quello che riguarda la liceità della diagnosi. E operazione corretta ed utile quella di chi utilizza un manuale per inquadrare o, entro certi limiti, per spiegare i comportamenti di una persona che fu visitata da molti medici ma che mai pensò da solo e per cui nessuno mai pensò di consultare uno psichiatra? Quella di cui ci si rende responsabili agendo in questo modo non è, in qualche modo, una forma di prevaricazione? Non obbedisce egli stesso, lo psichiatra, nel momento in cui fa diagnosi utilizzando la biografia scritta da un devoto confratello di padre Pio, ad un bisogno profondo di esorcizzare il sacro o il soprannaturale, l'esperienza che gli è ignota e che potrebbe mettere in contraddizione il sistema di valori e di credenze consolidate cui anch'egli, lo psichiatra, affida una parte del suo equilibrio personale? Non tenterò di dare risposta all'insieme di questi interrogativi semplicemente perché, in un dibattito del genere, mi sento e sono parte in causa: persona legata, cioè, ad una posizione costruita nel tempo, vissuta con forti livelli di partecipazione, difficile da relativizzare ragionando. Il problema è serio, tuttavia, perché è intorno a storie del tipo di questa che si definiscono, ancora oggi, sentimenti di appartenenza, visioni del mondo, forme del giudizio capaci di influire profondamente sui comportamenti collettivi. La diffusione e la santificazione di un sentimento religioso affascinato dalle imprese (sintomi) di un santo (persona con gravi disturbi personali) significa, da questo punto di vista, promozione e diffusione fra i fedeli di una credenza che molti pensavano superata: il male del mondo, si legge nella vita di padre Pio, è opera del diavolo e delle tentazioni cui un grande scommettitore (Dio) esporrebbe la creatura uomo semplicemente per vedere se ad esse sarà in grado di resistere; credenza medievale dal punto di vista della collocazione storica, primitiva e un po' perversa dal punto di vista dell'organizzazione psicologica di chi la provoca o la condivide e che non è stata mai negata apertamente, tuttavia, dalla Chiesa di Roma.
Viene spontaneo dire, sulla base di queste osservazioni, che sarebbe stato assai più utile, più creativo, più maturo e più sano diffondere e santificare, alle soglie del Duemila, in un momento in cui la Chiesa di Giovanni Paolo II tenta di ricostruire rapporti con le altre Chiese del mondo nel nome e nel segno di una ritrovata spiritualità, altre forme di religiosità, altri modi di leggere il messaggio del Vangelo. A titolo di esempio e senza pretesa di prevaricare, da parte di un non religioso, procedure scelte di persone che credono, sarebbe stato meglio santificare, forse, don Lorenzo Milani: un uomo capace di produrre, a Barbiana, miracoli molto più seri e più grandi di quelli prodotti dalle stimmate di padre Pio. Che questo tipo di discorso non passi e che le folle siano chiamate ad acclamare il mistero del sintomo (le stimmate) invece che la chiarezza della parola (il Vangelo) significa, in fondo, che il sentimento religioso rappresenta ancora oggi, per milioni di persone, un modo di evitare il contatto con la realtà: continuando a raccontarsi favole di cui l'inconscio profondo del singolo si serve per gestire, esprimere, simbolizzare conflitti non risolti e di cui le istituzioni continuano a servirsi per restare se stesse, luoghi e riti cui gli individui sacrificano la loro possibilità di essere se stessi. Diceva a Gesù tornato in terra il grande inquisitore di Dostoevskij che l'uomo non tollera il peso della libertà. Che Egli aveva sbagliato e sbagliava proponendogli un compito superiore alle sue forze. Che compito della Chiesa era quello di salvare l'uomo da questo peso difendendolo dalla forza eversiva della Parola. Come andava in principio ed ora e sempre: o, per lo meno, oggi.



termovalorizzati

15:46, Jul. 5, 2008 .. 0 commenti .. Link



Gli atei sono più intelligenti

19:14, Jun. 17, 2008 .. Posted in Cervelli in servizio .. 0 commenti .. Link

Gli atei? Sono più intelligenti dei credenti

L'indagine del professore di psicologia Richard Lynn giunge a conclusioni controverse e destinate a provocare aspre discussioni

 

Stampa

“O si pensa o si crede” diceva Arthur Schopenhauer. Deve essersi ispirato a questa massima Richard Lynn, il settantottenne professore emerito britannico che ha recentemente lanciato una delle sue provocazioni: non credere in Dio e nei dogmi religiosi rende più intelligenti.
Lynn, professore di psicologia dell’Università di Ulster sta mettendo in subbuglio il mondo accademico e non solo, per via di una tesi, a dir poco eretica, blasfema.

Che il sonno della ragione, l’oscurantismo generasse mostri era cosa risaputa. Ma che le persone intelligenti, con un alto quoziente intellettivo, tendano ad essere atee è un’assoluta primizia scientifica. Fondamenti tutti da dimostrare, ovviamente, ma indubitabilmente molto suggestivi. Quozienti più bassi portano ad avere un’adesione alla fede maggiore.

L’articolo, destinato a fare rumore, apparirà nel prossimo numero della rivista "Intelligence". "Times Higher Education" pubblica in anticipo alcuni stralci della ricerca.

Nel suo studio il professor Lynn è stato affiancato da John Harvey ed Helmut Nyborg, i quali hanno rispolverato alcune analisi risalenti al 1990, secondo le quali solo il 7 per cento dei membri della American National Academy of Sciences  risultava aderente a una confessione religiosa. 

Lynn non è nuovo a exploit di questo genere. Il docente riprende anche la considerazione che solo il 3,3 per cento della popolazione britannica dichiara di credere in Dio, a dispetto dell'alto numero di credenti sulla carta, vale a dire, il 68,5  per cento dei sudditi della Regina d'Inghilterra. L’ateismo per certi versi è stato un prodotto dell’evoluzione, e se un indubbio declino dell’osservanza dei precetti religiosi nell’ultimo secolo ha coinciso innegabilmente con un aumento dell’intelligenza media, sono le conclusioni di Lynn ad alimentare il dibattito. 

La comunità scientifica non ha accolto molto favorevolmente la portata degli argomenti di Lynn e sostiene a riguardo, come nel tempo ci sia stata una compresenza di uomini di fede, contestualmente a grandi scienziati agnostici e miscredenti. In tal senso costruire strette correlazioni si potrebbe rivelare quantomeno azzardato. Questo il parere di Andy Wells, della London School of Economics, e di Gordon Lynch, direttore del Centre for Religion and Contemporary Society di Birkbeck. Mosche bianche, tutto sommato i credenti  tra i cattedratici, notoriamente legati ad approcci più laici e teistici.


{ Last Page } { Page 1 of 4 } { Next Page }

About Me

Home
Il mio profilo
Archivi
Amici
Album fotografico

Links

Tarantula
Kelebek
Associazione di Libero Pensiero "Giordano Bruno"
Clerofobia
Fisicamente
Razionalmente
Resistenza laica
Antipapismo
Alexamenos
Utopia
Alateus
Anticristiano
Il sito dei dubbi
Dei ricchi
Axteismo
Luigi Cascioli
Alessia Guidi
Yeshua
Atei
Fernando Liggio
Iibero Pensiero - il periodico
Eretico
Libera Uscita
No God
UAAR
Luca Bagatin
Forum Laico
Circolo Bertrand Russell

Categorie

Cervelli fuori servizio
Cervelli in servizio

Contenuti recenti

Ho una fame che vedo Gesù
Oh Happy Sol Invictus Day
Perizia psichiatrica su Padre Pio (aka San Pio)
termovalorizzati
Gli atei sono più intelligenti
Vittorio Messori: L'80% dei preti è gay

Amici


Statistiche