Ho una fame che vedo Gesù

Volto di Gesù appare in Kit-Kat… e non solo!

Un fan del cioccolato ha conservato il biscotto avendo intravisto l’immagine del Cristo dopo il primo morso sul suo Kit-Kat.
La stupefacente visione è stata resa nota il Venerdì Santo, attraverso un sito web conosciuto per le bizzarre scoperte religiose.

Kit-Kat Miracoloso

Kit-Kat ‘Miracoloso’

”Ero sbalordito. Ho solo dato un morso e poi vi ho visto la faccia del Cristo,” racconta il ragazzo al sito web NU.nl.

Altri testimoni sono meno impressionati: ”sembra più Darth Vader,” sostiene uno di loro.

I commenti all’immagine, invece, non lasciano dubbi: si tratterebbe, infatti, di un fotoritocco dell’immagine dello snack a cui sarebbe stata sovraimposta quella della sindone di Torino.

Le bizzarre apparizioni di Gesù, però, non si limitano al cioccolato: Marilyn Smith, di Port St Lucie (Florida), è convinta di aver scoperto l’immagine di Gesù in un pancake che stava preparando per colazione una domenica mattina.
In accordo con la tradizione, ha deciso di mettere all’asta il ”miracoloso” pancake su eBay.

L’immagine sul pancake, per nulla chiara, ricorda più il cattivo de ”L’armata delle Tenebre” che Gesù. (Cliccare sulle immagini per ingrandire)

Pancake Miracoloso

Pancake Miracoloso

il cattivo de Larmata delle Tenebre

 

il cattivo de ‘L’armata delle Tenebre’

 

Google Maps è il teatro in cui si svolge la terza apparizione: un utente del servizio, con la vista evidentemente molto aguzza, ha trovato ciò che secondo lui è ”un’inconfondibile” immagine di Gesù che svolazza tra le nubi di quello che l’utente credeva fosse il monte Sinai.

Purtroppo per lui, però, il monte Sinai è molto distante dal luogo in cui è stata presa l’immagine. (Cliccare sull’immagine per vedere ciò che secondo l’utente di Google Maps è l’apparizione del Cristo)

Gesù appare nelle nuvole?

Gesù appare nelle nuvole?

A Willenhall, Wolverhampton, l’immagine di Gesù è apparsa nella reception dell’EMS Maintenance dopo ore di pioggia nel Novembre del 2006.

Gesù nel pavimento della reception

Gesù nel pavimento della reception

La più bizzarra apparizione, invece, è indubbiamente quella occorsa su un cane di nome Angus MacDougall, un terrier di 3 anni, che ha avuto addirittura un intero sito web dedicato a lui dopo la ”miracolosa apparizione”: l’immagine di Gesù sarebbe infatti apparsa sul pelo che circonda la zona anale dell’animale.

Gesù... sul posteriore del cane!

Gesù… sul posteriore del cane!

Fonte: Metro

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Oh Happy Sol Invictus Day

Fra poco è festa. Lo sanno tutti. Infatti, il 25 dicembre, terzo giorno dopo il solstizio d’inverno, data nella quale il sole ricomincia ad allungare il suo periodo rispetto alla notte (vittoria della luce sulle tenebre), una divinità nacque da una vergine in una grotta.
Lo sanno tutti. Egli era considerato ”la Via, la Verità e la Luce”, ed il ”Logos”, ”Redentore”, ”Salvatore”, e ”Messia”. Ai suoi seguaci veniva promessa immortalità. Come il ”grande toro del Sole”, Egli si sacrificò per la pace del mondo. Egli fu sepolto in una tomba e risorse dopo tre giorni. Il suo giorno sacro era la Domenica, il ”Giorno del Signore”.
Egli aveva ’12 discepoli 12′.
La sua religione aveva una eucaristia o ”Cena del Signore”, alla quale disse, ”Colui che non mangerà il mio corpo né berrà del mio sangue in modo che egli possa diventare una sola cosa con me ed Io con lui, non sarà salvato”. Avete indovinato? Bravi, è proprio Mitra!

Volete altri culti precristiani che contano le stesse avventure? Eccoli: Horus, Ercole, Mithra, Bacco, Cibele, Shamash, Baal Marduk, Zoroastro, Krishna.
Krisna
e Zoroastro erano stati partoriti da una vergine, come anche Budda (da un taglio in una gamba, secondo certe tradizioni, Bochia, Osiride, Serrapis, Mardouk e molti altri personaggi dei culti religiosi di ogni tempo e latitudine. Attis di Frigia (venerato in Grecia intorno al 1200 a.C.), oltre a essere nato da una vergine il 25 dicembre, fu crocifisso e resuscitò dopo i tre giorni canonici. La nascita di Krishna (India, circa 900 a.C.) fu annunciata da una stella comparsa a oriente; anch’egli fece diversi miracoli, fu crocifisso e resuscitò, come da copione.

Dioniso (Grecia, 200 a.C.), nato come sempre da una pia donna il giorno di Natale, compì diversi miracoli tra i quali la trasformazione dell’acqua in vino, fu chiamato ”Re dei Re” e ”L’Alfa e l’Omega”, fu anche lui crocifisso e anche a lui la crocifissione fece un baffo.
Mitra, insomma, il cui culto era nato in Persia intorno al 1200 a.C., e che nacque il solito giorno dalla solita zitella, ed ebbe 12 discepoli, fece miracoli, rimase morto per i tre canonici giorni trascorsi i quali pensò che fosse abbastanza, è solo uno, il più impressionanti dei predecessori di Cristo. Tra le altre cose interessanti, il giorno sacro a Mitra era, lo abbiamo detto, la domenica, giorno dedicato all’adorazione del sole. Tant’è vero che in molte culture, il nome di questo giorno reca ancora traccia della divinità solare a cui era consacrato.
In inglese la domenica è ”Sunday” (giorno del sole), in tedesco è ”Sonntag” (idem), perfino in lingua giapponese domenica si dice ”Nichiyoubi”, dove ”nichi” è appunto il sole, rappresentato con il caratteristico ideogramma kanji (un quadrato diviso a metà da una lineetta).

curiosità:

1. Tra i vari miracoli del figlio di una vergine Horus, c’è quello dell’aver resuscitato un morto di nome El Azar us (Lazzaro). Veniva chiamato anche Iusa (”figlio prediletto”). Combattè per 40 giorni nel deserto contro il malvagio fratello Seth, signore della tenebra. La lotta tra Horus e Seth era eterna.

2. I parallelismi si fanno ancora più evidenti se si prende in esame il culto di Osiride, il padre di Horus, risalente ad epoca egizia anteriore. Il rituale dell’adorazione di Atum-Amòn-Osiride, prevedeva che i fedeli mangiassero alcune focacce di frumento che rappresentavano il ”corpo” della divinità (le piantagioni di frumento potevano crescere grazie al sole, rappresentando così la manifestazione fisica di Dio). Nel corso del rituale veniva esibito un ostensorio rappresentante il disco solare, che veniva sollevato in alto dinanzi ai fedeli riuniti in preghiera.
Il termine ”ostensorio”, contrariamente a ciò che si crede, non è cristiano e non deriva da ”ostia”, ma da un etimo egizio, poi adottato anche dal latino, che significa ”mostrare, esibire”. Fino al XV sec. d.C., gli ostensori cristiani avevano la forma di un disco d’oro luccicante (il sole). Fu San Bernardino da Siena a sostituire per primo, intorno al 1400, tale disco con la teca contenente l’ostia consacrata.

3. Le preghiere a Osiride erano intercalate e concluse dall’invocazione del suo nome (Amòn), che ricorda in modo inequivocabile l’”Amen” che conclude le preghiere cristiane.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Perizia psichiatrica su Padre Pio (aka San Pio)

dal blog di Lanfranco Palazzolo

Padre Pio e i disturbi mentali

Intervista a Luigi Cancrini

Nel 1999 la rivista MICROMEGA (numero 3) pubblicò una perizia psichiatrica sul Santo di Pietrelcina. In occasione della pubblicazione del volume dello storico Sergio Luzzatto, dal titolo ‘Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del ‘900’, lo abbiamo ascoltato per spiegare a Radio Radicale la personalità istrionica e la trance dissociativa sulla personalità di questo discusso personaggio. Ecco cosa mi ha detto a Radio Radicale in questa intervista realizzata dell’8 novembre del 2007. Qui sotto ho pubblicato l’articolo di ‘Micromega’ e il link a all’intervista.

PERIZIA PSICHIATRICA SU PADRE PIO
‘Istrionismo e trance dissociativa’:
una diagnosi scientifica sulle turbe di personalità del frate di Pietrelcina,
‘santificate’ da Karol Wojtyla e acclamate da folle crescenti.
Articolo di Luigi Cancrini tratto da ‘Micromega’, marzo 1999, pp. 194-200

La diagnosi
Una diagnosi psichiatrica relativa al caso di padre Pio non è diffici­le da proporre. Osservato longitudinalmente, il disturbo di cui ha sofferto padre Pio è, secondo il Dsm IV (il manuale diagnostico pre­parato dall’Associazione degli psichiatri americani e oggi largamente utilizzato anche in Italia e in Europa), un disturbo istrionico di personalità. Osservato trasversalmente, nelle sue manifestazioni sintomatiche più evidenti, il suo è un disturbo di trance dissociativa.
Il disturbo di trance dissociativa
I criteri di ricerca per il disturbo di trance dissociativa sono di ordine sintomatico e culturale. Il primo prevede due diverse condizioni morbose che possono presentarsi, in periodi diversi, nella stessa persona. Dal Dsm IV:
a) Trance, cioè alterazione temporanea marcata dello stato di coscienza, oppure perdita del senso abituale dell’identità personale, senza che vi sia il rimpiazzamento da parte di una identità alternativa, e associata con almeno uno dei seguenti elementi:
– restrizione della consapevolezza riguardo all’ambiente circostante, oppure focalizzazione ristretta e selettiva sugli stimoli provenienti dall’ambiente;
– comportamenti o movimenti stereotipati, che vengono percepiti come sfuggenti al proprio controllo.
b) Trance di possessione, una alterazione singola o episodica dello stato di coscienza, caratterizzata dal rimpiazzamento del senso abituale dell’identità personale da parte di una nuova identità.
Ciò viene attribuito alla influenza di uno spirito, di una potenza, di una divinità o di una altra persona, e viene evidenziato dalla presenza di uno (o più) dei seguenti elementi:
– comportamenti o movimenti stereotipati e culturalmente determinati che vengono vissuti come controllati dall’agente della possessione;
– amnesia completa o parziale per l’evento.
Gli agenti presumibili della possessione sono di solito di natura spiritica (per esempio spiriti dei morti, entità soprannaturali, divinità, demoni), e vengono spesso percepiti come impositivi e minacciosi.
Il secondo criterio, di ordine culturale, pone un problema più generale di rapporto fra questo tipo di esperienza e i luoghi sociali in cui esso si manifesta. Per parlare di disturbo di trance dissociativa, scrive il Dsm IV, è necessario che tali episodi «non siano previsti come parte normale di una qualche pratica culturale o religiosa collettiva». Il che è sicuramente avvenuto nel caso di padre Pio, che fu sottoposto in vita, secondo l’opinione di chi in lui credeva, «ad una vera e propria persecuzione» da parte di chi, anche dall’interno della Chiesa, non riconosceva la natura soprannaturale dei suoi disturbi dando luogo, nel tempo, ad una serie di controversie, spesso assai drammatiche e causa di gravi sofferenze per lo stesso padre Pio. Come accade assai spesso peraltro a chi soffre di una condizione morbosa la cui prevalenza è particolarmente elevata «tra le minoranze etniche tradizionaliste all’interno delle società industrializzate»: in situazioni, cioè, di cui la terra di padre Pio era ed è esempio fra i più evidenti nella storia recente del nostro paese. Le manifestazioni dello star male di padre Pio che con più chiarezza propongono la validità di questa impostazione diagnostica sono frequenti e vengono descritte con cura particolare da coloro che hanno studiato la sua vita. Due ne ho scelte, fra tutte, nel racconto del suo biografo «ufficiale»; fra’ Alfonso Maria Parente.
Padre Pio fu mortificato, quasi calpestato, dalle forze del male, perché esse sapevano il bene che avrebbe compiuto durante la sua vita. Già alla tenera età di cinque anni il piccolo Francesco fu visitato e percosso dal demonio.
In modo particolare nella torretta di Pietrelcina, dove Padre Pio visse per un certo periodo, lottava nottate intere contro il diavolo che si presentava sotto le più diverse sembianze. In una lettera del 1910 egli scrisse che «quei brutti ceffi sono venuti alle dieci di sera e se ne sono andati soltanto questa mattina; mi hanno trascinato per la stanza, mi hanno spogliato e mi hanno caricato di botte, però è venuto Gesù bambino a consolarmi»; in un’altra, facendo sempre riferimento alle lotte contro il maligno, affermò che «è venuto Gesù, mi ha raccolto dal nudo pavimento e mi ha rimesso a letto» ed in altri scritti raccontò delle visite consolataci di S. Giuseppe e di S. Francesco dopo le notti passate a lottare con le forze del male. Le tentazioni erano così numerose da prostrarlo profondamente. Desiderava che gli fossero, piuttosto, cambiate dal Signore in dolori fisici, per timore di commettere anche un solo peccato. Una santità, dunque, straordinaria. [sic!]
Padre Pio stava confessando alcuni giovani seminaristi, poiché a quel tempo il convento fungeva anche da seminario; nell’atto di confessare uno di questi ragazzi, fu sopraffatto da una visione che lo stesso Padre descriverà, qualche tempo dopo, al suo direttore spirituale: gli apparve dinanzi «all’occhio dello spirito» (la definizione è di Padre Pio) un personaggio misterioso che reggeva una lancia con una punta ben acuminata. Il vedere tale personaggio e l’atto stesso dello scagliare la lancia nel cuore di Padre Pio fu un tutt’uno, come egli racconta; da quel momento si sentì ferito a morte (gli fu impressa la piaga nel costato) ed il suo dolore fu così intenso da costringerlo a dire al seminarista di ritirarsi, perché non poteva continuare ad ascoltarne la confessione. I due giorni che seguirono furono, secondo le sue parole, i più dolorosi della sua esistenza e contemperati, nello stesso tempo, da una beatitudine di sapore celestiale.
Secondo gli esperti, quel fenomeno, che tecnicamente è chiamato «trasverberazione del cuore», appartiene ad un grado di elevazione spirituale altissimo, ed è possibile riscontrarlo soltanto nell’esperienza spirituale di pochissimi altri grandi santi, tra cui S. Giovanni della Croce, S. Teresa d’Avila, S. Carlo da Sezze, quest’ultimo poco conosciuto ma anch’egli grande personaggio del mondo e della mistica francescana.
Nel caso di Padre Pio questa esperienza è ritenuta un preludio alla realizzazione meravigliosa che si sarebbe compiuta nel suo corpo e che ebbe luogo proprio nel «coro», la mattina del 20 settembre.
Padre Pio quel giorno aveva celebrato Messa all’altare di sotto; subito dopo la celebrazione, così come era solito fare, era salito nel coro, inginocchiandosi per il ringraziamento al Signore. Durante tale pr
eghiera, fu sopraffatto da una specie di sonnolenza e tutti i suoi sensi si trovarono immersi in una condizione di grande pace e di inesprimibile serenità e tranquillità. Alzando gli occhi, vide dinanzi a sé quello stesso personaggio che un mese prima aveva inferto la ferita mortale; la sola differenza era il fatto che questa volta, dalle mani, dal costato e dai piedi di tale personaggio, grondava sangue abbondantemente. Quando la visione disparve, Padre Pio si avvide che le sue mani ed i suoi piedi erano stati trafitti e grondavano sangue copiosamente.
Si sentì confuso, umiliato e indegno di portare le medesime ferite che avevano segnato il corpo di Nostro Signore. Pregò Dio ardentemente di liberarlo dalla mortificazione ma non dal dolore: questa volta la sua richiesta non fu accolta e le stimmate rimasero impresse e ben visibili fino al momento della morte quando, miracolosamente, sparirono senza lasciare alcuna cicatrice. Nonostante il tentativo di tenere nascosto l’evento, ogni sforzo si rivelò inutile, soprattutto quando la notizia raggiunse i giornali che ne divulgarono l’accaduto.
Il disturbo istrionico di personalità
Ancora dal Dsm IV:
Le caratteristiche essenziali del disturbo istrionico di personalità sono un’emotività pervasiva ed eccessiva e un comportamento di ricerca di attenzione. Gli individui con disturbo istrionico di personalità si sentono a disagio o non apprezzati quando non sono al centro dell’attenzione. Spesso brillanti e drammatici, tendono ad attirare l’attenzione, e possono inizialmente affascinare le nuove conoscenze per il loro entusiasmo, apparente apertura e seduttività.
L’espressione emotiva può essere superficiale e rapidamente mutevole. Gli individui con questo disturbo costantemente utilizzano l’aspetto fisico per attrarre l’attenzione.
Questi individui hanno un eloquio eccessivamente impressionistico e privo di dettagli. Convincenti opinioni vengono espresse con acume, ma le ragioni sottostanti sono di solito vaghe e generiche, senza fatti e dettagli di supporto. Per esempio un individuo con disturbo istrionico di personalità può commentare che una certa persona sia un essere umano meraviglioso, ma è incapace di fornire esempi specifici di qualità positive che supportino questa opinione. Gli individui con questo disturbo sono caratterizzati da autodrammatizzazione, teatralità ed espressione esagerata delle emozioni.
Gli individui con disturbo istrionico di personalità hanno un elevato grado di suggestionabilità. Le loro opinioni e sentimenti vengono facilmente influenzati dagli altri e da momentanei entusiasmi. Possono essere eccessivamente fiduciosi, specialmente nei confronti di figure con forte autorità, a cui attribuiscono la risoluzione magica dei loro problemi.
L’insieme di queste caratteristiche è molto evidente in una storia come quella di padre Pio: un uomo capace di stare costantemente al centro dell’attenzione, per l’eccezionaiità delle sue esperienze. Il tono dimesso con cui ne parla, la naturalezza con cui le descrive sono sincere (l’istrionico non è un simulativo) ed hanno un impatto formidabile su chi le ascolta restando «a bocca aperta». Leggiamo ancora quanto scrive fra’ Parente:
Era convinto che quei fenomeni da noi definiti soprannaturali o straordinari fossero invece assolutamente ordinari e comuni a tutte le anime. La cosa acquista per noi un sapore paradossale se consideriamo che Padre Pio nutrì quella convinzione fino all’ormai matura età di 28 anni, quando gli fu fatto notare che le esperienze di tipo mistico che egli viveva (accostarsi all’Eucarestia e vedere fisicamente Nostro Signore, o la Vergine Maria, o l’angelo custode, o spiriti beati…) erano fenomeni visibili solo a lui.
In altre situazioni, la seduttività della personalità di tipo istrionico si gioca carte diverse: dalla provocazione sensuale alla teatralità leaderistica dei gesti e degli atteggiamenti. Quelle che vengono cercate ed ottenute, qui, sono un’attenzione ed una leadership giustificate da credenza e illusioni di tipo religioso. Si rifletta, per rendersene conto, su un episodio marginale riferito con gran precisione di dettagli da fra’ Alfonso Maria Parente.
La piaga del petto è quella più nascosta e difatti, solo pochissime persone hanno avuto la possibilità di vederla. Per averla vista devo «ringraziare» il diavolo; potrebbe sembrare un’affermazione provocatoria, ma è così: c’era una ragazza di 20 anni circa, impossessata, venuta da Padre Pio in pellegrinaggio per chiedere la grazia di essere liberata dal demonio, ma pochissimi sapevano. La sera dopo la benedizione Padre Pio passava davanti alla gente benedicendo sorretto da me. Giunto di fronte a questa ragazza, bellissima e giovanissima ma attorniata da quattro o cinque uomini robusti, Padre Pio diede la benedizione ed improvvisamente, prima che finisse le parole, la ragazza gli si scagliò addosso ingiuriandolo e offendendolo con una voce grave, da uomo.
Accompagnai Padre Pio lontano da lì, e venni a sapere che questa ragazza era una posseduta, non a livello psicologico, come capita il più delle volte, ma concretamente.
Ce ne andammo e verso le 10, 10 e 30, sentimmo un rumore all’interno del convento. Era un rumore spaventoso che fece tremare le pareti del convento come se fosse stato un terremoto, e poi una voce esile: «Confratelli, confratelli…» proveniente dalla cella di Padre Pio. Andammo di corsa e lo trovammo per terra, a testa in giù e grondante di sangue: era una posizione strana, non dovuta ad una caduta normale; sembrava che fosse stato sbattuto con violenza a terra da una forza soprannaturale. Sollevammo Padre Pio, incapace di muoversi, e lo adagiammo sul letto. Quasi subito giunse il suo medico personale che dovette suturare con due punti la ferita vicino l’occhio destro. Terminata questa operazione Padre Pio, che aveva la maglia interna impregnata di sangue, pregò i confratelli di uscire e mi chiese di aiutarlo a cambiare la biancheria interna. Benché la luce fosse bassa, a causa di un fazzoletto azzurro che Padre Pio era solito mettere sopra la lampada, riuscii a vedere la ferita del costato nonostante i suoi tentativi di nasconderla: aveva una forma particolare come una croce inclinata; essa non presentava croste, ma fuoriusciva del sangue sieroso in maniera evidente, non abbondante, ma continuo.
L’eloquio di padre Pio è «impressionistico e privo di dettagli». Le sue opinioni «vengono espresse con acume ma le ragioni sottostanti» sono «vaghe e generiche». È la convinzione relativa alla santità della persona da cui provengono che attribuisce loro un fascino tutto particolare. L’autodrammatizzazione e la teatralità sono efficaci proprio in quanto proposte da una persona schiva, «umile», capace di attrarre attenzione attraverso la sua spiccata tendenza ad appartarsi, a restare nascosto. La suggestionabilità è esistente fin dall’inizio ma si dirige rapidamente verso le sue stesse esperienze e le figure diverse che in esse si manifestano. Il disturbo istrionico di personalità si associa naturalmente al disturbo di trance dissociativo. La vecchia psichiatria faceva rientrare ambedue nel grande campo dell’isteria: un termine oggi in disuso ma di cui va riassunto qui il significato di disturbo funzionale (cioè non sostenuto da lesioni organiche), involontario e non consapevole (cioè non collegato alla simulazione) e che trae origine (da Freud in poi) in vissuti ed esperienze infantili non correttamente elaborati. Un disturbo che può esprimersi, e che non essenzialmente lo fa, anche a livello del corpo: in forma di stimmate o di piaghe al costato di cui sarebbe ingenuo e sbagliato dire che erano «simulate» ma di cui è sicuramente lecito pensare che fossero speciali e particolari «sintomi di conversione».
Liceità della diagnosi
Il dubbio cui non ci si può sottrarre nel momento di trarre una conclusione è quello che riguarda la liceità della diagnosi. E operazione corretta ed utile quella di chi utilizza un manuale per inquadrare o, entro certi limiti, per spiegare i comportamenti di una persona che fu visitata da molti medici
ma che mai pensò da solo e per cui nessuno mai pensò di consultare uno psichiatra? Quella di cui ci si rende responsabili agendo in questo modo non è, in qualche modo, una forma di prevaricazione? Non obbedisce egli stesso, lo psichiatra, nel momento in cui fa diagnosi utilizzando la biografia scritta da un devoto confratello di padre Pio, ad un bisogno profondo di esorcizzare il sacro o il soprannaturale, l’esperienza che gli è ignota e che potrebbe mettere in contraddizione il sistema di valori e di credenze consolidate cui anch’egli, lo psichiatra, affida una parte del suo equilibrio personale? Non tenterò di dare risposta all’insieme di questi interrogativi semplicemente perché, in un dibattito del genere, mi sento e sono parte in causa: persona legata, cioè, ad una posizione costruita nel tempo, vissuta con forti livelli di partecipazione, difficile da relativizzare ragionando. Il problema è serio, tuttavia, perché è intorno a storie del tipo di questa che si definiscono, ancora oggi, sentimenti di appartenenza, visioni del mondo, forme del giudizio capaci di influire profondamente sui comportamenti collettivi. La diffusione e la santificazione di un sentimento religioso affascinato dalle imprese (sintomi) di un santo (persona con gravi disturbi personali) significa, da questo punto di vista, promozione e diffusione fra i fedeli di una credenza che molti pensavano superata: il male del mondo, si legge nella vita di padre Pio, è opera del diavolo e delle tentazioni cui un grande scommettitore (Dio) esporrebbe la creatura uomo semplicemente per vedere se ad esse sarà in grado di resistere; credenza medievale dal punto di vista della collocazione storica, primitiva e un po’ perversa dal punto di vista dell’organizzazione psicologica di chi la provoca o la condivide e che non è stata mai negata apertamente, tuttavia, dalla Chiesa di Roma.
Viene spontaneo dire, sulla base di queste osservazioni, che sarebbe stato assai più utile, più creativo, più maturo e più sano diffondere e santificare, alle soglie del Duemila, in un momento in cui la Chiesa di Giovanni Paolo II tenta di ricostruire rapporti con le altre Chiese del mondo nel nome e nel segno di una ritrovata spiritualità, altre forme di religiosità, altri modi di leggere il messaggio del Vangelo. A titolo di esempio e senza pretesa di prevaricare, da parte di un non religioso, procedure scelte di persone che credono, sarebbe stato meglio santificare, forse, don Lorenzo Milani: un uomo capace di produrre, a Barbiana, miracoli molto più seri e più grandi di quelli prodotti dalle stimmate di padre Pio. Che questo tipo di discorso non passi e che le folle siano chiamate ad acclamare il mistero del sintomo (le stimmate) invece che la chiarezza della parola (il Vangelo) significa, in fondo, che il sentimento religioso rappresenta ancora oggi, per milioni di persone, un modo di evitare il contatto con la realtà: continuando a raccontarsi favole di cui l’inconscio profondo del singolo si serve per gestire, esprimere, simbolizzare conflitti non risolti e di cui le istituzioni continuano a servirsi per restare se stesse, luoghi e riti cui gli individui sacrificano la loro possibilità di essere se stessi. Diceva a Gesù tornato in terra il grande inquisitore di Dostoevskij che l’uomo non tollera il peso della libertà. Che Egli aveva sbagliato e sbagliava proponendogli un compito superiore alle sue forze. Che compito della Chiesa era quello di salvare l’uomo da questo peso difendendolo dalla forza eversiva della Parola. Come andava in principio ed ora e sempre: o, per lo meno, oggi.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

termovalorizzati

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Gli atei sono più intelligenti

Gli atei? Sono più intelligenti dei credenti

L’indagine del professore di psicologia Richard Lynn giunge a conclusioni controverse e destinate a provocare aspre discussioni

 

Stampa

''O si pensa o si crede'' diceva Arthur Schopenhauer. Deve essersi ispirato a questa massima Richard Lynn, il settantottenne professore emerito britannico che ha recentemente lanciato una delle sue provocazioni: non credere in Dio e nei dogmi religiosi rende più intelligenti.
Lynn, professore di psicologia dell'Università di Ulster sta mettendo in subbuglio il mondo accademico e non solo, per via di una tesi, a dir poco eretica, blasfema.

Che il sonno della ragione, l'oscurantismo generasse mostri era cosa risaputa. Ma che le persone intelligenti, con un alto quoziente intellettivo, tendano ad essere atee è un'assoluta primizia scientifica. Fondamenti tutti da dimostrare, ovviamente, ma indubitabilmente molto suggestivi. Quozienti più bassi portano ad avere un'adesione alla fede maggiore.

L'articolo, destinato a fare rumore, apparirà nel prossimo numero della rivista 'Intelligence'. 'Times Higher Education' pubblica in anticipo alcuni stralci della ricerca.

Nel suo studio il professor Lynn è stato affiancato da John Harvey ed Helmut Nyborg, i quali hanno rispolverato alcune analisi risalenti al 1990, secondo le quali solo il 7 per cento dei membri della American National Academy of Sciences  risultava aderente a una confessione religiosa. 

Lynn non è nuovo a exploit di questo genere. Il docente riprende anche la considerazione che solo il 3,3 per cento della popolazione britannica dichiara di credere in Dio, a dispetto dell'alto numero di credenti sulla carta, vale a dire, il 68,5  per cento dei sudditi della Regina d'Inghilterra. L'ateismo per certi versi è stato un prodotto dell'evoluzione, e se un indubbio declino dell'osservanza dei precetti religiosi nell'ultimo secolo ha coinciso innegabilmente con un aumento dell'intelligenza media, sono le conclusioni di Lynn ad alimentare il dibattito. 

La comunità scientifica non ha accolto molto favorevolmente la portata degli argomenti di Lynn e sostiene a riguardo, come nel tempo ci sia stata una compresenza di uomini di fede, contestualmente a grandi scienziati agnostici e miscredenti. In tal senso costruire strette correlazioni si potrebbe rivelare quantomeno azzardato. Questo il parere di Andy Wells, della London School of Economics, e di Gordon Lynch, direttore del Centre for Religion and Contemporary Society di Birkbeck. Mosche bianche, tutto sommato i credenti  tra i cattedratici, notoriamente legati ad approcci più laici e teistici.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Vittorio Messori: L’80% dei preti è gay

L’80% dei preti è gay: parola di Vittorio Messori

Passata in sordina, recupero con colpevole ritardo questa intervista a Vittorio Messori che riesce ad essere nello stesso tempo esilarante e sconvolgente.

Le sue affermazioni sono così prive di fondamento, fanatiche e stolte (il solito accostamento tra omosessualità e pedofilia; forse non gli è ben chiara la differenza tra rapporti fra consenzienti e abuso violento) che non necessitano di commento.

Se poi è Vittorio ”himself” che afferma che l’80% dei preti è gay, ebbene, accettiamo con giubilo questa sua constatazione che va persino al di là delle mie piu’ nefande previsioni.

Riporto i punti salienti.

In alto il link alla versione integrale.

 

La Stampa 11.8.07
 

1-Nudi alla meta

 

<Un uomo di Chiesa fa del bene e talvolta cade in tentazione? E allora? Se fosse così per don Pierino Gelmini, se ogni tanto avesse toccato qualche ragazzo ma di questi ragazzi ne avesse salvati migliaia, e allora? La Chiesa ha beatificato un prete denunciato a ripetizione perché ai giardini pubblici si mostrava nudo alle mamme>

2-L’omosessualità è disordine. La pedofilia? Parliamone…

<E poi su quali basi la giustizia umana santifica l’omosessualità e demonizza la pedofilia? Chi stabilisce la norma e la soglia d’età?>

3-Queer invasion from outer space

<Il no alla discriminazione ha permesso l’ingresso in forze degli omosessuali e ora la Chiesa paga quell’imprudenza>

 

4-Esibendo la propria santità

 

<E’ indubbio che nella storia della Chiesa una sessualità disordinata ha potuto convivere agevolmente con la santità. Sono legato al segreto richiesto dai Postulatori, ma potrei fare nomi celebri. Il fondatore di molte istituzioni caritative in Europa è stato proclamato Beato nonostante le turbe sessuali che per un istinto incoercibile lo spingevano a compiere atti osceni in luogo pubblico. Non mi scandalizzo, penso ai drammi umani che ci sono dietro. San Giovanni Calabria era un benefattore dell’umanità, ma è stato sottoposto a sette elettroshock: da psicopatico grave, da manicomio>

 

5-Omosessualità e fede sono incompatibili: lo sostengo da sempre!

 

<Si resta casti solo se si ha fede salda, fiducia nella vita eterna. Il deficit non è organizzativo, ma di fede. E non si risolve abolendo il celibato ecclesiastico perché l’80% sono casi gay>

 

Chapeau!

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Senza Titolo

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Lo specchietto dell’integralismo laico

Lo specchietto dell’integralismo laico

di Luigi Corvaglia

 

Un luogo comune ampiamente diffuso in questa triste stagione di dominio della neo-lingua orwelliana (quella per cui ”la guerra è pace e la schiavitù è libertà”) afferma essere in corso una ”offensiva laicista” (”la pace è guerra”) ad opera di un estremismo ateo di segno uguale e contrario a quello clericale che vuole imporre a tutti la stessa morale. Insomma, per clericali, teo-dem e neo-con, i laici ed i libertari sarebbero contraddittori, intolleranti e assolutisti! Non sarebbe necessario spendere troppe parole per mettere in evidenza le fallacie di un argomento per cui basta una capacità cognitiva appena superiore all’ottusità che marchia tanta parte della psiche clericale. Il sistema perché il bue dia del cornuto all’asino, infatti, è tutto nell’utilizzo di sillogismi errati e basati su sentenze espresse nella neo-lingua ( pretendere autonomia per sé e per gli altri è praticare la schiavitù, imporre agli altri ”valori non negoziabili” è libertà) . Non ci si aspettano, del resto, prestazioni migliori da chi predica il monopolio ideatico e morale sulla scorta di un utilizzo a dir poco parsimonioso della logica. E’ però da rimarcare come il cretinismo montante abbia ormai fatto terra per porci anche del supposto fronte ”laico”. Sentenze di simile tenore, infatti, sono spesso espresse dagli esponenti del buonismo post comunista, del kennedismo alla vaccinara, dell’ecumenismo luogocomunista della sinistra del cilicio, della retorica del progressismo ”tutti si e tutti ma”, del liberalismo de noantri. Perché – ci viene spesso chiesto, con aria gesuitica e malandrina dai portatori sani di buon senso – tutto questo astio nei confronti delle pretese della Chiesa? Non sarete pure voi – dicono questi progressisti assennati, con la sufficienza di chi la sa lunga – degli intolleranti come rimproverate essere i cattolici? Vorreste forse imporre – parola che viene sardonicamente sottolineata con malizia – la vostra morale laica? A questo punto, forse, è il caso di spendere qualche parola. Innanzitutto, una premessa: la libertà è un bene indivisibile, è, tecnicamente, un ”bene pubblico”. Un bene si definisce pubblico quando, una volta disponibile, non è possibile non usufruirne (non escludibilità) e quando è indivisibile (la libertà non si fa a fette). Sicché, per quanto io possa essere egoista nel desiderare la mia libertà, perfino il mio voler secedere da qualunque ordinamento coercitivo, il mio egoismo può esprimersi in concreto solo nel desiderare la produzione di un bene pubblico, ossia la libertà per tutti; essa è co-condizione per il realizzarsi della mia.

E’ qui che un lettore poco attento, forse sprovveduto, sicuramente prevenuto, potrebbe sottolineare un paradosso d’illibertarietà nel mio voler ”imporre” la libertà a chi non la vuole. Ripeto, potrebbe farlo solo un lettore poco avveduto che ignora che, se ogni ”bene pubblico” presenta le caratteristiche di indivisibilità e non escludibilità, solo il bene pubblico ”costrizione” viene realmente imposto. Infatti, proprio perchè indivisibile, la costrizione non permette spazi di libertà neanche per chi non condivide la scelta costrittiva. Il l bene pubblico ”libertà”, di contro, proprio in virtù della sua non escludibilità, permette ogni cosa a tutti. Fra le cose che permette è inclusa la volontaria sottomissione di chi non apprezzasse l’assenza di steccati intorno a sé alle autorità secolari, spirituali o morali da egli liberamente scelte. Ciò per l’elementare cognizione, in possesso di chiunque sappia cosa sia una matrioska, che la forma più piccola rientra in quella più grande e non viceversa. Avere a disposizione un piccolo spazio, cioè, permette di muoversi ben poco; aver a disposizione un grande spazio permette un raggio d’azione molto maggiore, ma, assolutamente, non obbliga affatto a percorrere l’intero territorio. Ecco perché la laicità non ha nulla a che vedere con un integralismo ateo che, nella psicotica logica anti-laicista, rispecchierebbe quello clericale in termini di assolutismo. ”Imporre” libertà o costrizione, quindi, non sono atti equiparabili in termini libertari (oltre che logici). In definitiva, il coercitivo decide per sé e anche per gli altri, il libertario solo per sé. L’integralista cattolico, ad esempio, essendo ostile al divorzio, pretende di vietarlo a tutti, incluso a chi, non essendo portatore dello stesso orizzonte morale, vorrebbe divorziare. Il divorzista, per contro, pretende di essere libero di divorziare ma non impone affatto ad alcuno di farlo se non vuole. Solo il primo, quindi, mette in atto una reale imposizione, perché gli effetti indivisibili prodotti dal ”bene” costrizione ricadono su ogni individuo costringendolo entro angusti limiti, che questi non ha autonomamente fissato. Quindi, il sillogismo anti-laico è errato perché la premessa principale ”chi vuole imporre una concezione è un autoritario” è viziata dall’utilizzo improprio del concetto di imposizione. Avrebbero ragione i chierici di ogni ordine e grado solo se lo stato – o la libera organizzazione che lo avesse sostituito – laico imponesse per legge il divorzio ai coniugi litigiosi, l’aborto ai genitori di figli deformi, l’anticoncezionale a chi ha troppi figli, il matrimonio agli omosessuali che si amano, l’adozioni a quelli che convivono, l’eutanasia a chi soffre senza speranze di guarigione, l’ateismo a tutti. Ma non è questa la pretesa del laico, proprio perché è laico. Si pone però il contrario. Lo stato teocratico vieta a tutti tutto ciò. Quello che gli piace è il bene per tutti, incluso chi non gradisce, quello che è il bene per gli altri, se a lui non piace, non deve piacere neppure agli altri. Il libertario non impone nulla, permette, il chierico non permette nulla, impone. Non esiste alcuna specularità dogmatica.

Allora, perché tanto astio, mi chiedeva l’amico di buon senso, quello del giusto mezzo che è sempre giusto perché è proprio in mezzo? Perché, in definitiva, l’atteggiamento di acquiescenza del soggetto prono ai diktat di entità sovrapersonali non incide solo sul suo status, ma produce effetti indivisibili, esternalità, dicono i giuristi, anche nei miei confronti. Ciò consolida, di fatto, il potere dei titolari della coercizione non solo nei suoi confronti, ma anche nei miei. Egli, decidendo per sé, decide per me. Sicché chi dà consenso alla coercizione è avversario della libertà, mia e di chi la pensa come me, non meno di chi la coercizione la pratica. Perché tanto astio, amico assennato? Perché – ora dovrebbe essere chiaro – chi dà il consenso alla coercizione è mio avversario non meno di chi mi punta una pistola alla tempia.

 

Luigi Corvaglia

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La teoria del Disegno Idiota e il Mostro Volante di Spaghetti

Appello Urgente Per Inserire il Disegno Idiota Nei Programmi Scolastici

[Proponiamo la traduzione di un eminente articolo pubblicato sulla rivista The Science Creative Quarterly. L’originale si può trovare al seguente link]

Di Geza Giedke
(Traduzione: Paolo Zucca)

 

 

 

Sommario


Recentemente mi sono reso conto di (a) tentativi di insegnare la cosiddetta ”teoria del disegno intelligente” (DI) nelle scuole pubbliche degli Stati Uniti d’America e di (b) tentativi di dimostrare che non è un ingiusto sforzo mettere a tacere gli approcci pastafariani alle scienze. In verità, sembra esserci molta confusione riguardo al concetto di disegno connesso al movimento religioso del Mostro degli Spaghetti Volante. Io intendo dimostrare come il Mostro degli Spaghetti Volante necessariamente conduca ad una teoria di ”disegno idiota” (D.I.) e come questa sia completamente avvalorata dall’attenta osservazione del mondo che ci circonda.

 

Introduzione
Il comitato scolastico del Kansas ha recentemente ordinato di includere la teoria del ”Disegno Intelligente” (DI) nel programma scolastico di scienze [1], tuttavia nel fare ciò, ha trascurato di fornire una pari opportunità alle ugualmente rispettabili e convincenti spiegazioni che derivano direttamente dalla creazione del mondo da parte del Mostro degli Spaghetti Volante [2].

Alcuni seguaci del credo Cristiano si sono spinti fino al punto di suggerire come la visione pastafariana del mondo sarebbe senza dubbio compresa dalla teoria del ”disegno intelligente” (DI), sulla base del fatto che questa non specifica chi sia il creatore [3] e potrebbe perciò includere anche il Mostro degli Spaghetti Volante.

Tuttavia, mi risulta assolutamente chiaro che il DI si trova in totale contraddizione sia con le credenze fondamentali del Pastafarianesimo, sia con l’esperienza quotidiana fornita dalla Natura.

 

Il Mondo è stato Creato da un Mostro degli Spaghetti Volante


È incrollabile convinzione di milioni di pastafariani in tutto il mondo (supportati da tonnellate di prove falsificate [4] ) che il Mostro degli Spaghetti Volante ha progettato e creato il mondo. Tuttavia, è un basilare dogma del credo pastafariano che Lui, che Creò Montagne, Alberi e Nani è essenzialmente un mucchio di polpette ricoperte da spaghetti. In questo modo, la visione pastafariana del mondo richiede un disegno senza dubbio non intelligente, o in altre parole un disegno idiota (D.I.) — specialmente in considerazione del fatto che il quoziente intellettivo delle polpette è notoriamente solo leggermente più alto rispetto a quello di Dan Quayle [5].

Perciò, nel resto del presente saggio, sarà mia intenzione sostenere che le prove di un D.I. sono abbondanti e dimostrare che anche questa valida teoria scientifica dovrebbe essere parte di un corretto e bilanciato programma di scienze nelle scuole del Kansas.

 

Le prove del Disegno Idiota sono schiaccianti
È chiaro che il progetto di base del corpo umano contiene numerose parti scadenti, inutili, se non addirittura pericolose: balena immediatamente in mente l’appendice vermiforme [6], così come lo scarso cablaggio dell’occhio umano [7a] ed il difettoso progetto che costringe il genere umano a spendere quasi metà della sua vita dormendo [7].

Altri esempi includono la crescita di peli in parti del corpo dove essi sono inutili se non pericolosi [8], costringendo gran parte della popolazione a sottoporsi a dispendiose e dolorose procedure per la loro rimozione, se non ad assumere i ”traslocatori di peli” [9] al fine di coprire la mancanza di peluria altrove. Similarmente, gli arnesi umani per la masticazione non sono fatti del materiale più resistente all’uso a disposizione (anche noi semplici mortali avremo usato almeno una lega di titanio, o fibre di carbonio rinforzate); cosicché spesso si trovano ad avere una vita più breve dei loro utilizzatori, causando perdite finanziarie [10] non
necessarie oltre che dolorose.

Non è neppure il caso di menzionare l’ovvio errore di non equipaggiare gli esseri umani con due teste, ali, un terzo braccio, ossa indistruttibili, visione ai raggi X [11] o con l’abilità di rilassarsi ed essere reciprocamente gentili, tanto per cambiare.

Risulta evidente come nessun creatore intelligente sia responsabile di questo – e lo stesso discorso vale per il resto della creazione: chi nel pieno possesso delle sue facoltà mentali avrebbe creato uccelli che non sanno volare [12], occhi che non possono vedere [13], cantanti che non sanno cantare [14] o un pesce con 4 cervelli e 60 fori anali [15] ? Potrei andare avanti, ma altri l’hanno fatto prima di me [16].

Perciò è chiaramente da escludere un creatore intelligente – e questo non sorprenderà alcun Pastafariano. Dal momento che noi sappiamo che Colui che ha creato tutto quello che vediamo e tutto quello che percepiamo è un Mostro degli Spaghetti Volante, il che implica che Lui è costituito soltanto da polpette e appendici spaghettose – per cui nessun cervello e nessuna intelligenza. No sorprende, dunque, che il mondo appaia come se le cose fossero state messe insieme in uno stato iniziale a bassa entropia [17] eppoi lasciate libere di svilupparsi conformemente alla pura casualità ed ai tocchi accidentali delle Sue spaghettose appendici [18,19].

Fornite le onnipresenti prove [4] delle convinzioni pastafariane sulla creazione, non abbiamo dunque alcuna ragione di dubitare dell’esistenza di un creatore stupido, vale a dire il Mostro degli Spaghetti Volante.

 

Conclusioni
Questa breve disputa ha mostrato in modo definitivo che il D.I. è – parlando con modestia – una teoria scientifica supportata almeno quanto lo è il DI [20]. Perciò, includendo quest’ultimo ed escludendo il primo dal programma scolastico di scienze, il comitato scolastico del Kansas ha commesso un’enorme violazione contro l’imparzialità, l’equità e l’onestà scientifica. Richiediamo pertanto l’immediata rettifica di questa situazione inaccettabile, allo scopo di proteggere i nostri figli dall’indottrinamento scolastico, e di garantire la continua prosperità del genere umano [21].

 

Ramen!

 

Riferimenti bibliografici:
[1] Slashdot: Kansas school board discussion
[2] Venganza.org: FSM Gospel
[3] Slashdot: mark-t on Nov 09, 2005
[4] Flickr.com: FSM Sightings
[5] Whitehouse.org, Columbia Journalism Review
[6] Wikipedia: Vermiform appendix
[7a] University of Washington: blind spot
[7] ”It occurs to me that the need to sleep is an important bug we need to eliminate from our programming.” (”Mi capita che la necessità di dormire sia un importante difetto, ma dobbiamo eliminarlo dalla nostra programmazione”) (Martin J. Ling in transhuman@logrus.org). Si veda anche: Sleepfoundation.org
[8] Vuoi davvero vederle? Depravato!
[9] dumbentia.com
[10] Qualitydentistry.com: Cavities
[11] Per alcuni difetti e caratteristiche mancanti, si veda: The Garreau Group: The Next Generation
[12] G. Dargaud: Antarctic Penguins
[13] Schwanzlurche.de
[14] britneyspears.com
[15] Sydney Morning Herald: The God of small things
[16] talk.origins archive: Why We Believe in a Designer!
[17] Wikipedia: Big Bang
[18] NOAA: Hurricane Katrina, The Pakistan Quake.com
[19] Rochester Institute of Technology
[20] Mettendo l’ingiustificata modestia da parte, per l’amore della chiarezza scientifica, bisognerebbe affermare che il D.I. chiaramente fa il c**o al DI.
[21] globalwarming.org

 

Géza Giedke è un fisico che si occupa di ottica quantica, punti quantistici e teoria quantica dell’informazione.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Attenzione, la chiesa soffia sulla cenere e destabilizza il paese

Attenzione, la Chiesa soffia sulla cenere e destabilizza il paese

Ratzy? No grazie tenetevelo!

‘Ma quando una lunga serie di abusi e malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre tutti gli uomini all’assolutismo, è loro diritto, è loro dovere, rovesciare un siffatto governo, e provvedere nuove garanzie alla sicurezza per l’avvenire.’

 

Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, 4 luglio 1776.

 

di Ennio Montesi

 

Io dò importanza alla vita di un altro quanto ne posso dare a un fagiolo. Gli uomini hanno un’anima del tutto uguale a quella delle bestie. Il vangelo insegna più menzogne che verità; il parto di una Vergine è assurdo; l’incarnazione del figlio di Dio è ridicola; il dogma della transustanziazione è una pazzia. Le quantità di denaro che la favola di Cristo ha apportato ai preti è incalcolabile. Le religioni sono state inventate dagli ambiziosi per ingannare gli uomini. Gli ecclesiastici non possono comunicare con il popolo perchè la loro fede e la loro credenza non è la stessa. L’abbandonarsi ai piaceri sessuali con una bambina o con un ragazzo è un atto da considerarsi privo di  peccato come stropicciarsi le due mani insieme. Il nostro solo scopo è quello di vendere nelle chiese tutto ciò che gli idioti vogliono

 

sono queste le parole di papa Bonifacio VIII (1235 – 1303) riportate dallo studioso e storico Jean Villani che descrive questo papa come un prete crudele, ambizioso, vizioso, cupido ed egoista. Le parole pronunciate da Bonifacio VIII sono state riportate da Jean Villani (1276 – 1348) nella sua opera ”Cronica” che scrisse in seguito ad un’idea che gli venne mentre si trovava a Roma per il giubileo (1300) indetto da Bonifacio VIII.  Jean Villani, contemporaneo di Bonifacio VIII è considerato il maggiore  esponente del 1300 della storia fiorentina con tutte le relazioni che Firenze aveva avuto, dai tempi più antichi ai contemporanei, con il mondo esteriore. La ”Cronica” comprende dodici libri. Le parole attribuite a Bonifacio VIII sono in uno degli ultimi libri della serie. Villani non ha scritto in latino ma in italiano. La sua prosa viene ritenuta così avanzata nello stile letterario da superare lo stesso suo contemporaneo Boccaccio.

 

La Sapienza Day. Niente Uomo in gonna bianca capo della setta cattolica all’Università La Sapienza di Roma. ”Frusti via!” avrebbe detto in dialetto l’anziana contadina nel sorprendere il gatto avvicinarsi furtivo al pesce. E’ normale che i tanti ipocriti ciarlatani che vivono e si trastullano grazie alla politica si siano strappati i capelli vaneggiando frasi da Tribunale dell’Inquisizione. Non c’è da stupirsi dei loro insulsi piagnistei. Essi tengono famiglia e se portano a casa pane, companatico e ferie pagate sanno che per continuare a farlo devono rispondere alla banda dei preti prima ancora che ai cittadini che li hanno eletti.

 

Anche l’ultimo degli analfabeti sa che l’Italia è una colonia del Vaticano. Più che di cittadini della Repubblica Italiana, bisogna parlare di sudditi a pecoroni all’Italia Pontificia. Il Vaticano come ogni altra associazione, clan o setta, che voglia garantire la propria motivazione di esistenza e continuità nel tempo, ha posizionato nel parlamento italiano i suoi pii uomini in giacca e cravatta. Questi uomini fidati in giacca e cravatta sono servi alacri e instancabili della Chiesa cattolica e bivaccano in tutti gli schieramenti politici nel centro destra, centro sinistra, di sopra, di sotto, di lato. Essi sono pronti a scattare al comando del vescovo e del cardinale di turno, come soldati dinanzi a un generale a cinque stelle. In tutti i partiti ci sono persone che sarebbero pronte a scannare la propria madre se la Chiesa lo chiedesse. Alla Chiesa interessa il proprio potere economico e politico altrimenti ci sarebbero stragi di madri in ogni quartiere. Niente di nuovo quindi, c’è solo da prendere atto della grave situazione nella quale i cittadini sono obbligati a sopravvivere. Un’anomalia mastodontica tutta italiana, unico caso al mondo. Facciamo un’ipotesi. Se il parlamento italiano e istituzioni prendessero ordini e rispondessero ai voleri della regina della Regno Unito, oppure al primo ministro della Francia, oppure al primo ministro della Cina sarebbe molto grave, sarebbe considerato Alto Tradimento e perseguito pesantemente per legge, oppure sarebbe considerato come un Colpo di Stato, oppure come un’invasione politica di uno Stato verso un altro Stato. Insomma non sarebbe preso sotto gamba. Eppure, il fatto che il parlamento italiano e le istituzioni italiane rispondano ai voleri e ai dettami del Vaticano, cioè di un altro Stato, piuttosto che ai voleri e ai bisogni dei cittadini italiani, bizzarro, lo fanno apparire come cosa normale, come atto dovuto, come un aspetto di ”fede”. I dettami del Vaticano vengono imposti ai cittadini italiani con notevole arroganza per niente diversi da quelli imposti da una dittatura. Quindi in Italia ancora non esiste Democrazia, né Libertà.

 

E’ ovvio che i politici dei preti sbandierino in uno show anacronistico la loro indignazione battendosi il petto e alcuni inchinandosi fino a spaccarsi la schiena come è loro uso. La Cupola è figlia del Cupolone. I vigliacchi politici portano acqua ai preti, ma non ai cittadini. Sta di fatto che il fattucchiere-papa-veggente-prete-cartomante-mago-teologo-stregone-vicario-astrologo Ratzy, capo di una setta malefica e perniciosa, per usare le stesse parole di Svetonio, Tacito e Plinio il Giovane, capo di una setta di ridicole superstizioni medievali, è stato ricacciato dentro al suo buco fatto di nulla. Il papa è nudo. La Chiesa è nuda. Preti, vescovi e cardinali sono nudi. Il Vaticano è diventato un campo di nudisti. La laicità stavolta ha vinto sul serio, ha sbancato. I cattolici stan
no fustigandosi col cilicio fino a farsi sanguinare e stanno pregando, poverini. Speriamo che continuino a fustigarsi e a pregare per sempre.

 

Diciamolo a voce forte e chiara: è stata una storica e grande vittoria, una straordinaria vittoria per la democrazia, per la libertà, per tutti i cittadini e per l’Italia. La giornata del 15 Gennaio 2008 sarà indimenticabile e scolpita a caratteri d’oro nelle pagine più significative della storia d’Italia ed equiparabile solo ad altri due eventi storici analoghi e cioè al famoso ”Schiaffo di Anagni” dato al papa e a quello più recente della ”Breccia di Porta Pia”.

 

Ma qual è stato in sostanza il grande smacco politico-storico? I pii uomini fidati in giacca e cravatta e i pennivendoli giornalisti si guarderanno bene dallo spiegarlo alla gente dato che i preti preferiscono dominare ‘italioti’ inebetiti dalla loro indottrina, piuttosto che italiani consapevoli e istruiti. Vediamolo insieme questo smacco o bastonata inferta alla banda della Chiesa.

 

In Italia, Stato teocratico di inaudito fondamentalismo cattolico colonia del Vaticano, nella principale e più prestigiosa università italiana, La Sapienza, a Roma città eterna, roccaforte dei preti, l’Uomo che gira con la gonna bianca è stato criticato! Ciò significa che i preti, i fattucchieri, i sacerdoti, i cartomanti, i vescovi, i veggenti, gli stregoni, i cardinali arroganti d’oltre Tevere, nonostante la montagna di soldi che hanno accumulato e continuano ad accumulare, non sono riusciti a imporre il loro Uomo in gonna bianca. Hanno fallito ancora e l’elenco dei loro fallimenti si sta allungando. Il professore di ”teologia” termine pomposo che intimorisce la massa facendola sentire ignorante, ma che tradotto fa sbellicare dal ridere significa semplicemente professore della ”scienza del nulla” o, per essere più chiari, professore dell’aria fritta. Questo professore in gonna bianca studioso della ”scienza” dell’aria fritta non ha potuto leggere così le solite banalità e stupidaggini che chiunque può dire senza per questo possedere studi tontologici, opss… teologici. Esistono anche professori emeriti di ”pinocchiologia” cioè dello studio scientifico di Pinocchio e altri professori laureati e docenti in ”cappuccetorossologia”. Ma non per ciò questi professori si sono approprianti di ettari di terra dello Stato Italiano pretendendo di essere riconosciuti come Stato indipendente e nemmeno si sono messi a capo di esso e tanto meno pretendono ed esigono 4.000 (quattromila) milioni di Euro (circa mezza finanziaria) ogni anno dallo Stato Italiano cioè da tutti noi cittadini italiani. 4.000 milioni di euro servono alla banda di stregoni del Vaticano per permettere loro di fare i nababbi, per avere il massimo della bella vita godendosela alla grande, permettono loro agi e piaceri di ogni tipo, viaggi e molte altre cose che è inutile approfondire, il tutto senza lavorare come gli altri cittadini. La setta invasata dell’associazione Chiesa seppure non produca nulla, né prodotti, né servizi, è in possesso di enormi ricchezze faraoniche, immobili di ogni tipo in ogni parte del mondo. Ricchezze di cui nessuna autorità italiana o di altre nazioni ha mai osato chiedere conto e della provenienza.

 

Ricapitolando, nonostante il controllo indiscriminato della politica, della inevitabile influenza nel parlamento e nelle istituzioni, nonostante l’uso arrogante e spropositato dei mass media i quali fanno a gara per dare enormi spazi pubblicitari alla banda del Vaticano, nonostante i servi-giornalisti facciano muro sulle tante notizie fastidiose riguardanti i componenti della setta, nonostante l’organizzazione bimillenaria ereditata dall’antico Impero Romano carica di esperienza politica, strategica e tattica, nonostante tutto ciò e molto altro ancora, l’Uomo con la gonna bianca ed esperto di aria fritta è stato respinto al mittente. E senza colpo ferire. I fatti storici eclatanti di questo tipo vanno letti con occhio critico maturo di uno storico che racconterà, tra mezzo secolo o forse prima, questa vicenda posizionandola nel giusto contesto sociale. I professori e gli studenti de La Sapienza firmatari della lettera saranno allora menzionati e l’accaduto fatto studiato nelle scuole. I loro nomi saranno nei testi di storia e verranno ricordati per sempre. Propongo subito che quei nomi di docenti e studenti dell’Università La Sapienza sostituiscano al più presto le targhe nelle piazze e nelle vie i nomi dei ”santi” personaggi del tutto inutili. Si diano nuovi nomi alle strade a cominciare dai personaggi più importanti di cui la banda di stregoni della Chiesa e dei suoi pii servi temono l’avanzata nel panorama culturale: piazza Luigi Cascioli, viale Luigi Tosti, corso Piergiorgio Odifreddi, via Sergio Martella, lungotevere Giancarlo Tranfo… Cominciamo a scrivere lettere ai sindaci delle città d’Italia avanzando questa richiesta affinchè venga messa all’ordine del giorno nei consigli comunali. Cosa che tutti possiamo fare da subito al costo di un francobollo.

 

E’ questo l’ennesimo flop dell’Uomo con la gonna bianca. Significa che i pii pappamentari non riescono più a coprire e a proteggere il culo dei preti e a garantire loro la protezione necessaria per le assurdità che propagandano. Significa che i politici vanno da una parte, sordi e ciechi all’evoluzione sociale e scientifica, mentre la società, i giovani, e il rispetto della libertà, della democrazia e della laicità (quella vera) stanno andando in tutt’altra direzione. Se i politici mettessero l’impegno nel difendere i diritti dei cittadini con la stessa determinazione usata per i preti, saremmo il primo tra i paesi a Democrazia evoluta e molti problemi che affliggono il paese sarebbero risolti.

 

Attenzione però. La mossa dell’Uomo con la gonna bianca va letta anche da un’angolazione diversa che desta notevole preoccupazione. Sapendo di quanto la Chiesa sia subdola, infida, doppia e ingannatrice nell’agire, con probabilità la chiave di lettura giusta del fatto del La Sapienza Day, è un’altra.

 

Fa più notizia un Uomo con la gonna bianca che si pone come vittima, come martire, non andando a La Sapienza? oppure un Uomo con la gonna bianca che nonostante tutto va a La Sapienza? Quale tra le due decisioni avrebbe avuto maggiore impatto mediatico? Qual è la più destabilizzante? La prima senza dubbio. La Chiesa soffia spesso sulle ceneri per destabilizzare la società. Quando la Chiesa è in difficoltà
, come lo è in questo decennio, prende furiosa a menare colpi all’impazzata, usa cioè la propria arma migliore, la più affilata: destabilizza la società. L’ha sempre fatto. Fintanto che la società se le darà di santa e di laica ragione, la Chiesa avrà il tempo di riprendere fiato, riorganizzarsi, rifocillarsi e rimettersi sulla carreggiata. Sarà pronta poi a puntare il dito sulle vittime ai bordi delle strade e darà manforte ai vincitori usati. Qualsiasi osservatore politico attento può rendersi conto quando e come la Chiesa metta in atto la destabilizzazione. Creare tensioni sociali per la Chiesa ci vuole niente. E’ sufficiente che l’Uomo in gonna bianca dica, ad esempio, di non votare a un referendum, faccia un discorso contro i musulmani, lanci una frecciata contro l’Iran, o che risconosca Israele come Stato, oppure che non lo riconosca come Stato. Niente di più facile per quell’individuo. Mai la Chiesa è tanto pericolosa come quando si sente verso la chiusura della propria bancarella, verso la propria fine. E la Chiesa sa bene che la sua fine è segnata. E’ allora che la Chiesa crea e accende tensioni sociali incontrollabili. Tensioni che una volta accese dovranno essere imputate a questa o a quella entità sociale seccante e fastidiosa affinchè qualcuno la bastoni per bene e la spazzi via sgomberando la strada. Destabilizzazione ed eversione sono le facce di una stessa medaglia e saperle cavalcare vuol dire restare a galla. ”Da gran tempo non si può più salvare nulla di questa Chiesa” è la sintesi di Karlheinz Deschner, autore di ”Storia criminale del Cristianesimo”. Leggiamo insieme il passo: ”Chi vuole ancora «salvare qualcosa» all’interno di questa Chiesa, o è ignorante, od opportunista, oppure è inebriato di misticismo. Da gran tempo non si può più salvare nulla di questa Chiesa; si può soltanto preservare sé medesimi e gli altri dal suo potere! Essere Chiesa, in realtà, è la prassi di chi accieca gli esseri umani per offrirglisi da guida, di chi ti debilita e t’infetta per poterti curare. Chiesa vuol dire prestare soccorso in angustie e difficoltà che, senza di essa, non esisterebbero nemmeno. Chiesa è mantenere sotto perenne tutela chi crede ancora, da parte di chi non crede ormai più”.

 

Radunare e buttare in piazza centinaia di migliaia di cattolici fedeli all’Uomo in gonna bianca è facile come scoccare le dita: l’organizzazione cattolica farà il resto. Masse di persone convogliate e messe in agitazione dallo Stato del Vaticano all’interno dello Stato Italiano. Persone con la mente inebriata di chissà quali misticismi e visioni che, nel ”nome del loro dio cattolico”, sono pronte a fare qualsiasi cosa. Masse di persone pronte cioè a prendere ordini dall’Uomo in gonna bianca e svincolate dalle leggi dello Stato Italiano! C’è da chiedersi se la situzione sia accettabile. ”E’ nostro diritto di credenti a dio e fedeli al papa”, direbbe il cattolico convinto. Bene.

 

Ora però, immaginiamo che un mullah in Italia domani allertasse centinaia di migliaia di musulmani sul territorio italiano e magari anche da altre nazioni invitandoli ad andare tutti in un determinato giorno in una piazza di Roma con l’intento di pregare e di agire nel ”nome del loro dio musulmano”. Come per i cattolici, anche per i musulmani varrebbe lo stesso diritto di credenti al loro dio e fedeli al mullah. Ciò, ancora, non è mai accaduto. Ma potrebbe accadere in qualsiasi momento. Tale diritto vale anche per tutte le altre religioni o sette indistintamente di qualsiasi tipo. Un diritto anche per gli atei e gli agnostici anche se non hanno nulla da pregare. Cosa accadrebbe? Come ci sentiremmo sapendo che ad esempio piazza Navona è strabordante di musulmani che stanno ascoltano il discorso del mullah in piedi su un palco? Discorso per noi, tra l’altro, in lingua incomprensibile? Quale sarebbe la reazione politica dello Stato Italiano? Quale decisione prenderebbe il Ministero degli Interni e le Forze dell’Ordine e come si mobiliterebbero per salvaguardare la sicurezza pubblica? Cosa accadrebbe se la cosa si ripetesse a ogni schioccare di dita del mullah? Cosa accadrebbe se il mullah decidesse di ripetere la cosa il giovedì di ogni settimana? E se il mullah indicesse una sorta Giubuleo musulmano a Roma facendo riversare milioni di pellegrini nella capitale e in tutte le piazze, cosa accadrebbe? Meglio non immaginare gli scenari e le conseguenze destabilizzanti, sociali e politiche che potrebbero derivarne. Eppure, curiosamente, i cattolici radunano da sempre masse di persone capeggiate dall’Uomo in gonna bianca.

 

Non resta che attendere la prossima volta che l’Uomo con la gonna bianca verrà respinto o magari messo alla porta, da un’altra Università, da una Istituzione, da un Paese europeo. All’Unione Europea e alle Nazioni Unite sembra che non stiano molto a buttare fuori la banda di stregoni del Vaticano. L’Unione Europea e le Nazioni Unite sembrerebbe che non amino ascoltare discorsi nei quali i ”peccati” diventano reati, né dottrine medievali.

 

A La Sapienza di Roma il latte è ormai versato insieme a tutta la mucca. Significa che se sono stati sufficienti una manciata di professori universitari e giovani studenti per ricacciare la Maestra dell’Impostura, l’Eterna Corruttrice, la più grande Banda di Falsari della storia, la Fautrice di crimini immani contro l’Umanità, uomini, donne e bambini sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, impalati, squartati, spellati vivi, fatti a pezzi, facendo carne di porco di intere popolazioni, ricacciando questa associazione nella fogna, significa che tutti lo possono fare. Significa che chiunque può respingere la banda degli Uomini stregoni in gonna. La strada è stata aperta ed è bella dritta e la posta in gioco è altissima. Il tempo in cui la Chiesa e i suoi aguzzini torturavano e bruciavano sui roghi gli eretici e chiunque si mettesse in mezzo alle idiozie da loro propagandate è finito. Significa che la Chiesa sta crollando inesorabile e il processo inarrestabile (finisecclesia) verso la fine sarà molto prima di quanto possiamo immaginare.Vaticano: Cessata attività per mancanza di imbecilli. E’ questo il cartello che verrà affisso un giorno in piazza san Pietro.

 

Ennio Montesi

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento